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Minipersonali
dei pittori delle Arti Figurative
Dal 16 ottobre al 31 ottobre 2012
 

Siamo nuovamente in questa splendida galleria al centro di Torino.
Per la seconda volta i pittori delle Arti Figurative sono ospitati in questa vetrina della nostra bella città.
Ecco che gli artisti si fanno conoscere anche al di fuori dell'ambito aziendale.
Ci auguriamo di superare i momenti difficili che stiamo trascorrendo con la speranza di proseguire in questa direzione, affinchè possiamo offrire al pubblico torinese le opere dei bravi pittori

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A R T I S T I
Cimini Maria Lilla Diplomata al Liceo Artistico, vive ed ha lo studio a Torino. Laureata in Storia della Critica dell’Arte presso Università degli Studi di Torino. Abilitata all’insegnamento della Storia dell’Arte e di Lettere. Iscritta agli Albi degli Psicologi del Piemonte e dei Pubblicisti di Torino - Specializzata in Psicologia dell'Arte. Suoi Maestri: Achille De Carlo, Filippo Scroppo, Giancarlo Pacini e Golia. Ha scritto e tenuto conferenze di Psicologia dell’Arte. Ha fatto parte delle Redazioni del Periodico "Incontri d'Arte" e del mensile “Bolaffi Arte”. Socia di: Promotrice delle Belle Arti di Torino, Associazione “Amici dell’Arte e dell’Antiquariato”, Associazione "Liberi Artisti" di Busca (Cn), C_d_s, Gruppo di Studi interdisciplinare "Arte e Psicologia", Cepam.
Conti Rosita E’ nata a Torino. Ha iniziato a dipingere frequentando lo studio del pittore Luigi Pagliari. Ha poi seguito i corsi del C_D_S, sotto la guida stimolante e preziosa dei professori Pippo Ciarlo ed Alex Ognianoff. Ha esposto alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, al Centro Pavesiano di S. Stefano Belbo, alla galleria “Noli arte” ed in altri centri della Liguria. Ha partecipato ai concorsi dell’associazione “Il Cavalletto”, a diverse estemporanee ed alle mostre collettive del C_d_s.
Garelli Luigi Nato ad Acqui Terme nel 1947, vive a Torino, dove dal 1988 al 1993 ha frequentato i corsi del maestro Guido Bertello per poi accostarsi successivamente ai maestri Sergio Manfredi e Sandro Lobalzo. Dal 1992 ad oggi fa parte del consiglio direttivo della sezione Arti Figurative presso i C_d_s. Numerose le mostre collettive e personali sia in Italia che all’estero
Korneva Yulia Nasce a Mosca (Russia). Compie gli studi presso la scuola UVK 1828 a Saburovo (Mosca). Nel 2003 si laurea con lode in economia e commercio. Vive e lavora a Torino. Autodidatta, inizia a dipingere molto presto. Durante gli studi universitari continua il suo impegno artistico, e la prima personale risale al 2004. Nel periodo universitario in Russia si è dedicata alla grafica pubblicitaria. Nel 2000 ha creato una copertina del libro di poesie di Nadezda Korneva "Agosto" (Mosca, Russia). Appassionata da sempre della pittura figurativa, in particolare del surrealismo: affascinata da Salvador Dalì e in certi risvolti sognanti da Paul Delvaux. Le sue opere si trovano in collezioni private in Russia, Italia, Ucraina.
Costantin Antonio Da sempre appassionato all'arte figurativa, in un primo tempo con più dedizione alla fotografia soprattutto in B/N, da alcuni anni si dedica alla pittura e al disegno. Ha frequentato corsi di acquerello al C_d_s e in altre sedi. Ha partecipato a numerose estemporanee in varie località ed a quelle del C_d_s, ottenendo importanti premi e riconoscimenti. Il suo percorso che lo guida è quello che va al di là di ogni convenzione artistica con una sintesi tonale soprattutto nel paesaggio
Manis Marisa Socia Promotrice delle Belle Arti e Piemonte Artistico Culturale, nasce a Carbonia (Ca), e si trasferisce a Torino all’età di 21 anni. Insegnanti: C_d_s (A. Ognianoff, S. Lo Balzo e P. Ciarlo); Lia La Terza; L.A.R. Cottini (M. Bruera, G. Navaretti, G. Fava, G. Giaretto). Le sue opere sono contraddistinte da un linguaggio soggettivo che coniuga finalità estetica con una profonda riflessione su problematiche contemporanee. I “Libri d’Artista”: cataloghi da tappezziere trasformati in spazi della memoria tra collage e colore. Alcuni primi premi: Castello di Pralormo, Trofeo di Capodanno, il cavalletto, libro d’artista e Tesori perduti (L.A. Cottini serale). Ultime mostre: Il Lino e la tela, 150 anni Unità d’Italia, Biennale di Sgarbi Palazzo Nervi 2012.
Murlo Francesco Di formazione autodidatta, vive e lavora a Collegno (To). La sua formazione artistica si costruisce nel tempo, grazie alla frequentazione di gallerie e ai consigli del maestro Giuseppe Grosso. Dagli anni ’80 partecipa ad esposizioni e concorsi regionali ottenendo premi e consensi. Dal 1996 seguono numerose mostre personali, collettive e partecipazioni a rassegne d’arte, con riconoscimenti in campo nazionale. Nel corso degli anni sperimenta diverse tecniche pittoriche che lo portano ad affinare la propria capacità espressiva. Il filo conduttore della sua pittura è il mondo della figurazione, che denota una sensibilità artistica dinamica e vitale: la sua tavolozza predilige ogni sfumatura coloristica soffermandosi sulle tonalità fredde.
Negro Alfredo Nato a Ciriè il 9 giugno 1944. Allievo fin dal 1969 del pittore Sergio Manfredi di Torino . Socio del Circolo degli Artisti di Torino dal 1974, della Promotrice delle Belle Arti di Torino dal 2006 e del Piemonte Artistico dal gennaio 2012. Pittore figurativo, pratica le tecniche della pittura ad olio, acquerello, pastello e vari tipi di grafica compresa l’incisione. Si dedica anche alla ideazione e realizzazione di scenografie teatrali.
Privileggi Michele Nato a Parenzo, nella bella penisola Istriana nel 1944, vive a Leinì nella casa studio, dove per soddisfare la sua innata curiosità, disegna, modella, scolpisce legni pietre e metalli, sperimentando tecniche diverse. Le sue opere sembrano disegnate dal ritmo infinito di una onda che consuma, trasforma, si infrange sul pensiero ... quasi alla ricerca di un amore fisico, di penetrazione, erotismo, trovando nel gesto artistico estasi effimere ... …. il problema è la fissicità della materia ... vorrei che i quadri, i disegni, le sculture, i pensieri abbandonando le forme in cui li ha costretti il destino, seguissero il mio eterno vagabondaggio espressivo mutando nel tempo e nello spazio ...
Ravazzolo Salvatore Nato a Napoli vive a Collegno dove lavora nel suo studio. Da sempre amante dell’arte e del disegno, si accosta alle gallerie dal 2006, esponendo acquerelli densi di significato, ed ottenendo riconoscimenti nell’ambiente artistico. Nei suoi dipinti troviamo immagini ben giocate fra le luci e ombre, come le sensazioni espresse oppure appena accennate. Partecipa a numerose collettive fra le quali si ricordano quelle della associazione C_d_s e del Piemonte artistico.
Riva Giuseppe Laureato in Fisica, appassionato d’arte, dopo alcuni anni di studio presso la Scuola d’Arte Sacra “Enrico Reffo”, frequenta i Corsi Liberi di Nudo all’Accademia Albertina di Torino sotto la guida del pittore Giacomo Soffiantino. Inizia l’attività artistica interessandosi in particolare al disegno, esponendo nel 1981 in occasione della Mostra Sociale Fiat. Nel 1982 entra a far parte del Consiglio Direttivo nella Sezione Arti Figurative del C_d_s e nel 1992 è nominato Delegato della Sezione, responsabile per lunghi anni di mostre e manifestazioni: carica che ricopre fino al 2008, collaborando altresì alle iniziative espositive dell’Associazione CSAin. Socio della Promotrice delle Belle Arti e del Piemonte Artistico, ha esposto in numerose personali e collettive nell’area piemontese. .
C o m m e n t i
Gian Giorgio Massara Angelo Mistrangelo
PAESAGGI, EVENTI, CITAZIONI DAL PASSATO IMPRESSIONI E REALTA’ RIVISITATA
Un’importante appuntamento per un gruppo di soci Arti Figurative è ospitato nella prestigiosa sede del Piemonte Artistico Culturale; infatti una selezione primaverile ha consentito di individuare undici nomi di artisti che avranno a disposizione una parete ciascuno per presentarsi ed esprimere così le proprie qualità artistiche.
Giuseppe Riva è ormai il decano della sezione Arti Figurative, responsabile per lunghi anni di mostre e manifestazioni. Oggi si presenta quale pittore di figura che realizza opere con attenzione e professionalità: persuasivi ritratti femminili, ora ispirati alla modella in Controluce – lo sguardo intenso avvalora l’immagine – ora al profilo di una fanciulla con un Cappello Nero.
Controllata è la carriera di Giuseppe Riva – autore altresì di ottimi fogli a sanguigna – che sa cogliere i pensieri segreti di una adolescente in meditazione, creare il buon Ritratto in blu e realizzare numerosi studi dedicandoli a Marina.
Anche Yulia Korneva affida in parte il proprio discorso al tema della figura rifacendosi però al passato nell’intento di rendere omaggio ora a Paul Delvaux, ora a Edward Hopper in un dipinto che la luce scompone per quindi ricomporre secondo una tradizione cromatica chiara e luminosa. Nel 1898 a Torino viene costruita – per celebrare il 50° dello Statuto – la Fontana dei mesi, subito amata dagli artisti, specie se di timbro romantico; una delle statue viene trasfigurata dalla Korneva mediante la luce, mentre intenti antichi, sia pur rivisitati, ritornano in La classicità oggi.
Due opere sono particolarmente interessanti: il disegno ed il dipinto riguardanti l’Italia fra le pieghe del tempo. Rifacendosi al celebre dorso femminile di Ingres, l’autrice gioca con i colori del drappo nazionale addobbando le immagini e coronandole in modo tale da evocare il senso della libertà morale.
Due autori prediligono il tema del paesaggio: Salvatore Ravazzolo e Luigi Garelli.
Nel caso del primo artista, all’entusiasmante dipinto Notturno in piazza Vittorio ben giocato fra le luci e le ombre, le sensazioni espresse oppure appena accennate, fa riscontro l’opera Ricordi articolata in due momenti distinti eppure congiunti fra di loro per la presenza di un cavalluccio giocattolo e di una paperetta; accanto, brevi brani poetici dall’attenta cromia completano la composizione. Il ritorno a Torino avviene attraverso un’insolita veduta della piazza S. Carlo ben protetta mediante la presenza del Duca Emanuele Filiberto e un silente Telamone rubato ad un palazzo cittadino: opere entrambe condotte con convinzione e nel desiderio di formare sulla tela un attimo solo fra lo scandire delle ore. Sensibile I nudini di Chiara offerti alla luce.
Dal delicato acquerello dedicato a Vernazza – località nuovamente intrisa di luci mattinali – Luigi Garelli ferma l’attenzione su tre località del Piemonte; in più dipinge il fiore del girasole ormai sfiorito, un melograno e delle rose rosse abbandonate casualmente e pronte a mutarsi in ricordo. Le località del Piemonte sono canavesane oppure situate alle deamicisiane porte d’Italia. La Casa Moglia di Pont Canavese è caratterizzata per la presenza della luce e dalla semplicità compositiva dettata da un balcone e da un usciolo, mentre intense sono le zone d’ombra che avvolgono la Facciata di Pinerolo dove gli archi si fanno tetri, la scala antica pare provvisoriamente appoggiata al muro, gli oggetti si accalcano l’un l’altro in un modo naturalmente abbandonato. La veduta di Aglié caratterizzata da un breve brano di squillante rosso – raffigura un arcone, una finestra avara di luce - in un dipinto realizzato durante un concorso estemporaneo che vede Garelli al primo posto nella classifica.
Il mondo di Marisa Manis è complesso poiché l’autrice - in ascesa qualitativamente – ricerca con forza e con rabbia situazioni che le consentano di intendere una vigorosa denuncia nei confronti di quanto il mondo riesce a distruggere. Così è per l’opera Disastro ambientale ove s’avverte lo sconvolgersi del cosmo, per il bell’olio Magia sotterranea ove i colori s’alternano a zone misteriosamente inospitali. Non solo per colpa degli uomini – fors’anche si – si manifestano i terremoti: ecco allora in Sordo boato (Abruzzi) la denuncia unita al rimpianto nei confronti di quanto è scomparso per sempre. Presenze, oggetti, architetture, memorie si confrontano in un caos che sa di Apocalisse. Da qualche tempo la Manis – in ripetute occasioni – raccoglie in un grande volume le storie della propria vita, quella degli amici, gli avvenimenti dell’anno, le testimonianze: così è nato il volume (per chi lo desideri) da sfogliare, ove sono raccolti i festeggiamenti e d i momenti celebrativi dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Giornali, fotocopie, cataloghi d’arte, flash, si susseguono mutando la raccolta in un documento che s’è fatto testimonianza.
L’incontro tra arte e ambiente diviene elemento determinante delle attuali esperienze figurative, di una ricerca che appartiene al nuovo Millennio e di un approfondimento tecnico-espressivo che è sviluppato dai docenti Pippo Ciarlo, Giulia Gallo, Piera Luisolo e Alex Ognianoff nei corsi di pittura e creatività.
Il percorso si apre con gli acquerelli di Maria Lilla Cimini che unisce figurazioni sottilmente simboliche a un delicato realismo. Si scopre così «L’albero che sognava il mare» e un giallo campo di grano, un campo di papaveri e un vigneto, che mettono in evidenza il piacevole «tocco» di questa pittrice che propone immagini sensibili. Un dipingere che rivela una rasserenante visione della natura.
Rosita Conti presenta per questo appuntamento al Piemonte Artistico Culturale una serie di «tavole» dal clima metafisico, elaborate con una linea misurata che fissa la suggestiva e straordinaria struttura architettonica della Sacra di San Michele o l’indiscusso fascino de «I Castelli di Cànnero». Mentre uno scorcio della stazione di Lanzo appare immerso in una luce che ne rivela la storia, il trascorrere del tempo e delle stagioni.
Nelle composizioni di Antonio Costantin vi è una delicata rivisitazione della realtà, una composta interpretazione del soggetto, una grafia che gli permette di fissare un tempo di lirici accenti naturalistici: dall’Isola di San Giulio a un paesaggio Bretone, dal Lago di Candia alle case di Pianezza dal colore polverizzato nella luce atmosferica. E’ proprio la luce la vera artefice dei suoi nitidi e lievi acquerelli.
In Francesco Murlo i grandi alberi assumono una particolare evidenza, un lirico dispiegarsi delle immagini, una narrazione che va dalla «Foschia del mattino» alle «Emozioni d’estate», in una sorta di interiore enunciazioni dei sentimenti. E poi i nodosi ulivi, la prima neve e le luci d’inverno appartengono a una tavolozza mai esplodente, ma sempre calibrata e contraddistinta da una meditata interpretazione dell’ambiente.
Gli acquerelli di Afredo Negro hanno una puntuale e decisiva adesione alle strutture urbane e architettoniche di Torino e della Provincia. In questo senso, si individua il fluire di una linea che definisce le vedute del Duomo e di Piazza San Giovanni e del Castello di Agliè. Mediante una raffinata punta secca descrive un angolo dei Giardini Reali: uno spazio in cui natura, statue e memorie storiche si fondono insieme. Michele Privileggi, infine, che lavora come pittore e scultore, ha realizzato un «corpus» di lavori con materiali vari (legno, fili, lamine di acciaio, colore), che al rigore geometrico affianca una progettazione dalle linee spaziali. E dai «Frammenti musicali» si giunge, con una controllata espressività, a «Frammenti di sfera» e alle pagine di «Origine», in un elegante ritmo compositivo e limpidamente elaborato.